Scala l'Everest per la 25° volta

in Olio di Balena5 years ago

L'anno scorso l'Everest, causa pandemia, è rimasto “chiuso” all'arrampicata sia sul versante meridionale (Nepal), sia sul lato settentrionale (Cina), questo ha causato un ingente danno economico per quel settore del turismo ed escursionismo nepalese che vive in funzione dell’alpinismo estremo. La direzione sulla quale stanno virando le autorità nepalesi è quella della riapertura: dall’inizio dell’anno sono già stati rilasciati 408 permessi di arrampicata ad alpinisti stranieri dichiarando così ufficialmente aperta la stagione delle escursioni. Quarantatré squadre sono state autorizzate dal governo nepalese a scalare l'Everest durante la stagione primaverile: equipe che saranno assistite da circa 400 guide locali. Se il Nepal, per ragioni economiche, apre il suo versante, la Cina viaggia con più cautela acconsentendo la scalata a sole squadre alpinistiche risultate “covid free”.


Il Monte Everest, Picco, Montagna, Himalayan, NebbiaImmagine CC0 creative commons

Un ruolo determinate per le scalate a quota “ottomila”, sulla catena dell'Himalaya, lo ricoprono da sempre le guide Sherpa; le loro competenze e abilità sono vitali per la sicurezza delle centinaia di alpinisti che si recano in Nepal ogni anno. Una guida Sherpa, venerdì scorso, ha scalato il Monte Everest per la 25°volta, battendo il proprio record per il maggior numero di salite sulla vetta più alta del mondo. Kami Rita, questo è il nome dello scalatore dei record, insieme ad altre undici guide Sherpa sono stati in questo 2021 il primo gruppo di alpinisti a raggiungere la cima più alta della terra (8848,86 m s.l.m). Il lavoro di questi uomini straordinari consiste nel fissare le corde sulla via ghiacciata in modo che centinaia di altri alpinisti abbaino l’opportunità di scalare l’Everest. Rita, cinquantun anni, ha scalato per la prima volta l'Everest nel 1994 e d’allora ha fatto quel “viaggio” quasi ogni anno.


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Quella della “guida alpina” in Nepal è una tradizione di famiglia alla quale anche Rita non ha voluto sottrarsi. Oltre alle sue venticinque volte in cima all'Everest, Rita ha scalato molte altre vette tra le più alte del mondo, tra cui K-2, Cho-Oyu, Manaslu e Lhotse, diventando un vero e proprio mito e punto di riferimento per tutti gli appassionati degli “ottomila”. Kami Rita era anche presente al campo base dell'Everest nel 2015, quando una valanga lo travolse, uccidendo diciannove persone. Quella tragedia l’aveva segnato profondamente. Lo Sherpa era stato sottoposto a forti pressioni familiari per lasciare l'alpinismo, ma alla fine decise di non farlo e di continuare con il suo “prezioso” lavoro. Grazie a persone come lui se i “grandi” dell’alpinismo, da Messner a Jerzy Kukuczka, da Krzysztof Wielicki (che fece la prima invernale) al nostro Simone Moro, possono coronare il loro sogno di avventura e di scoperta, grazie alla loro formidabile forza fisica e preparazione tecnica; infatti allo loro solidissime spalle ci sono stati e ci saranno sempre solidissimi Sherpa, i cui i nomi quasi nessuno conosce (neppure quello di Rita, che lassù ci è arrivato venticinque volte).


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Che brividi.. oltre ogni limite sti ragazzi che coraggio 🔥🔥

🙂 Un saluto by @kork75!